Archive for novembre, 2009
Un laboratorio di taglio e cucito
Per avviare questa piccola attività il procedimento è stato piuttosto lungo, ma alla fine i risultati sono stati molto buoni.
Cinque donne hanno frequentato un corso di taglio e cucito organizzato dalle suore di Emdibir (le francescane missionarie di Nostra Signora) durato ben due anni. Alla fine di questo periodo di formazione è stato acquistato un piccolo negozio nel centro di Emdibir dove adesso le donne che hanno frequentato il corso hanno la possibilità di lavorare.
Eseguono riparazioni sui vestiti e fanno anche degli oggetti che poi mettono in vendita, ad esempio lenzuola, copriletti ed anche vestiti.
In questo progetto è inserita una ragazza sordo muta, prima di questo non aveva alcuna possibilità di lavorare.
No commentsUn piccolo laboratorio per il lavoro del telaio
La tradizione vuole che chi si occupa di lavorare al telaio sia esclusivamente un maschio. Nella regione del Guraghe, dove si trova Emdibir, i lavori hanno ancora questo carattere tradizionale, alcuni possono farli sono gli uomini, altri solo le donne. L’idea di base è comunque sempre la stessa, quella di dare lavoro a chi ha bisogno e a chi ha voglia. Un piccolo laboratorio avviato nei primi mesi del 2009 dove vengono preparate delle stoffe utilizzando il telaio. Tre uomini sono coinvolti nel progetto, uno dei quali è sordo muto e prima di fare questa attività non aveva alcuna possibilità di lavorare. I giovani producono sciarpe e stoffe che vengono usate per confezionare diversi articoli per la casa, ad esempio tovagli di diverse misure, tende, copri cuscini, borse ecc.
No commentsLe necessità: un refettorio per la scuola di Zizencho
La missione di Zizencho è piuttosto recente ed in continuo fermento. Avviata nel 2005 con la costruzione di un piccolo asilo, ora comprende anche una scuola elementare ed un ambulatorio. I primi lavori erano stati iniziati da un sacerdote diocesano, una piccola scuola materna con solo tre aule.
Nel marzo del 2007 è arrivata una congregazione di suore missionarie dall’India, le Suore dell’Imitazione di Cristo. Hanno subito cominciato a darsi da fare per migliorare la missione. Prima di tutto hanno capito la necessità di dar da mangiare ai bambini. Hanno fatto costruire una piccola cucina in lamiera dove veniva preparato il pane, il té e qualche legume bollito per tutti gli scolari. Dopo pochi mesi è subito cominciata la costruzione di un nuovo edificio che adesso ospita la scuola elementare. Come se non bastasse dai primi mesi del 2008 hanno iniziato ad occuparsi di sanità, ora nel loro ambulatorio c’è una media di 80 pazienti giornalieri.
Come detto, ai bambini viene dato un pasto giornaliero, però non c’è un salone dove possono mangiare. Infatti si siedono all’aperto e consumano il pasto seduti per terra. Una delle primarie necessità sarà proprio quella di costruire un refettorio per mettere a disposizione dei bambini un posto più pulito e salubre.
No commentsSostegni e distanza
Domenica 13 dicembre 2009 dalle 15.00 alle 19.00
presso l’Oratorio di Codroipo (UD) – Mappa
Paolo Caneva propone “SOSTEGNI A DISTANZA“
Questo invito è valido per tutti coloro che vogliono conoscere, di persona, Paolo Caneva, l’autore del sito, e per coloro che vogliono avere informazioni più precise riguardo l’attività di volontario ad Emdibir in Etiopia o vogliono parteciparvi attivamente.
Durante l’incontro verranno proposti:
- i sostegni a distanza;
- una raccolta fondi per gli ambulatori;
I fondi per gli ambulatori verranno usati per sostenere le spese correnti, come acquisto di medicine e pagamento degli stipendi del personale.
A tutti coloro che decideranno di fare un’offerta per gli ambulatori, Paolo Caneva si impegnerà a spedire, 2 volte all’anno, una situazione aggiornata su come procedono le attività nelle strutture sanitarie.
No commentsUna nuova casa per Teka e la sua famiglia
Teka vive in un villaggio con un nome curioso, si chiama Ye Dorò Gabià, che tradotto in italiano diventa “Il mercato dei polli”, è facile intuire che il nome è dovuto al fatto che in questa località c’è il più grande mercato della zona dedicato esclusivamente al pollame.
E’ di religione ortodossa, la sua casa sorge vicino ad una bella Chiesa dedicata a San Gabriele.
In realtà è da poco che vive a casa sua insieme alla mamma ed al fratello. Infatti erano ospitati fino a pochi mesi fà da alcuni vicini. C’è da dire che Teka è rimasto orfano di padre quando era molto giovane, è stato colpito da poliomelite e per questo deve camminare aiutato da un bastone. Il fatto di essere zoppo gli ha anche impedito di andare a scuola perchè essendo troppo lontana era faticoso per lui camminare molti chilometri.
Grazie a degli amici che collaborano con la diocesi di Emdibir è stato possibile costruirgli una piccola casetta, il terreno gli era stato donato dagli anziani del villaggio vista la situazione di estrema povertà.
La mamma non lavora, riescono a vivere grazie all’aiuto dei vicini ed alle poche cose che riescono a produrre nell’orto. Il prossimo gradino per sostenere Teka e la sua famiglia sarà quello di acquistargli una mucca da latte.
No commentsUn nuovo ambulatorio nella prigione di Wolisso
Nella cittadina di Wolisso c’è un grande carcere, che conta più di 1.000 detenuti. La situazione è molto critica, lo spazio per i carcerati è veramente poco. Nelle camerate si vede la situazione peggiore, i carcerati sono stretti come sardine in locali angusti e malsani.
Anche in questo caso la Chiesa Cattolica cerca di fare qualcosa. Infatti è stato da poco innaugurato un nuovo ambulatorio, costruito in mattoni. Prima di questo ce n’era un altro, ma fatiscente e costruito in legno e fango.
Il progetto è stato realizzato grazie ad un’associazione di Modena ed ora l’ospedale cattolico San Luca, sempre di Wolisso, aiuta nella gestione dando gratuitamente le medicine.
La cosa più interessante del progetto è stato il fatto che l’ambulatorio è stato costruito completamente dai carcerati, questi hanno ricevuto una paga giornaliera con la quale hanno potuto aiutare le loro famiglie.
No commentsObiettivo raggiunto: Edelù potrà andare a scuola
Il ragazzo ritratto nella foto si chiama Edelù Teriye, ha circa 20 anni e vive nel villaggio di Emdibir. A causa di un grave problema di salute, quando era bambino ha perso perte della gamba destra ed ora porta una protessi di ferro. Non ha il papà e vive solo con la mamma. Pur essendo in una situazione così difficile è costretto a lavorare: con un carrettino trainato da un mulo va a prendere l’acqua al fiume, oppure porte delle merci.
Grazie a degli amici che dal friuli sono stati ad Emdibir ora per Edelù c’è la possibilità di andare a scuola. Infatti i primi di ottobre del 2009 ha iniziato a frequentare un corso per diventare infermiere professionale. Con i soldi raccolti è stato possibile pagare l’iscrizione alla scuola, e, dato che si trova in una città piuttosto distante da Emdibir, l’affitto per una piccola stanza ed in più gli viene data anche una quota per acquistarsi il cibo.
No commentsINCONTRI TRA GIOVANI
Diversi gruppi di persone vengono dall’Italia per fare delle esperienze di missione, per conoscere posti, persone e tradizioni nuove.
Durante la loro permanenza si organizzano degli incontri con ragazzi di diverse parrocchie. Sono sempre dei momenti molto belli in cui ci sono momenti di divertimento ed altri di riflessione. Gli incontri cominciano con le dovute presentazioni per poi scambiarsi alcune idee. I due gruppi di ragazzi, quelli italiani e quelli etiopici, si scambiano alcune opinioni sui diversi stili di vita. Non manca mai qualche appunto sulla religione, con, alcune volte, delle riflessioni su alcuni passi della Bibbia. Dopo i momenti di dialogo si passa al divertimento, spesso una partita a tombola ed anche alcuni giochi di gruppo. L’incontro termina sempre con gli auguri per poter organizzare altre occasioni simili e non manca mai un’Ave Maria recitata in italiano ed in amarico per affidare tutti i giovani del mondo a Maria.









