Volontario in Etiopia

Archive for the 'Altro' Category

L’asilo di Mekana

Mekana è un piccolo villaggio immerso nel verde più incontaminato. La bellezza di questi villaggi nasconde però tante difficoltà. La strada che attraversa Mekana diventa assolutamente impraticabile durante la stagione delle piogge. Per le donne che sono comunque obbligate ad andare a piedi, andare al mercato con pesanti fardelli legati alla schiena diventa sempre più difficile.

Dal canto suo la Chiesa Cattolica cerca di aiutare la popolazione locale.

Pochi anni fa è stata costruita una piccola scuola materna con tre classi. Il pavimento è in cemento, mentre le pareti sono in legno ed il tetto in lamiera. Si tratta dell’unica scuola nel raggio di 15 chilometri.

Il sacerdote, Padre Fikru, è ora impegnato nella raccolta fondi per poter dare anche un pasto ai bambini iscritti, dato che la situazione che stanno vivendo è assolutamente critica sotto ogni punto di vista. L’ospedale più vicino è a oltre 40 chilometri di distanza e non ci sono altre strutture sanitarie di alcun genere.

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L’alimento base dei guraghe: il “coccio”

La diocesi di Emdibir ricopre due regioni, una è quello dello West Shoa e l’altra è quella Guraghe. Nella West Shoa l’etnia più numerosa è quella degli Oromo, nella seconda anche l’etnia si chiama Guraghe. Questi sono molto conosciuti in Etiopia perchè, a differenza degli altri, il loro cibo principale è il “coccio”. Si tratta di una sorta di focaccia alta non più di un centimetro che viene consumata regolarmente ad ogni pasto in compagnia di caffè e qualche verdura.

Lavorazione della pianta del falso banano
Lavorazione della pianta del falso banano

Il coccio viene ricavato da una pianta comunemente chiamata falso banano. Il motivo che giustifica il nome è molto semplice: assomiglia molto alla pianta delle banane, ma non da alcun frutto. I guraghe invece riescono a ricavarne del cibo. Dalla pianta viene tolta la corteccia, l’interno è composto quasi esclusivamente da una polpa bianca. Questa viene resa in poltiglia con degli attrezzi di legno, si tratta di un lavoro esclusivamente femminile. Questa poltiglia viene poi messa in buchi scavati nel terreno profondi circa un metro e rivestiti con foglie di falso banano.
All’occorrenza viene tolta dal buco un pò di questa poltiglia, viene tagliata finemente e poi cotta su di un disco di metallo.

La cosa più positiva è che questa poltiglia, messa sotto terra, può durare per diversi anni e che la pianta resiste anche a lunghi periodi di siccità.

Una casa tradizionale circondata da piante di falso banano

Una casa tradizionale circondata da piante di falso banano

Il coccio pronto per essere consumato

Il coccio pronto per essere consumato

 

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Sostegni e distanza

 

Domenica 13 dicembre 2009 dalle 15.00 alle 19.00

presso l’Oratorio di Codroipo (UD) – Mappa

Paolo Caneva propone “SOSTEGNI A DISTANZA

 

Questo invito è valido per tutti coloro che vogliono conoscere, di persona, Paolo Caneva, l’autore del sito, e per coloro che vogliono avere informazioni più precise riguardo l’attività di volontario ad Emdibir in Etiopia o vogliono parteciparvi attivamente.

Durante l’incontro verranno proposti:

  • i sostegni a distanza;
  • una raccolta fondi per gli ambulatori;

I fondi per gli ambulatori verranno usati per sostenere le spese correnti, come acquisto di medicine e pagamento degli stipendi del personale.

A tutti coloro che decideranno di fare un’offerta per gli ambulatori, Paolo Caneva si impegnerà a spedire, 2 volte all’anno, una situazione aggiornata su come procedono le attività nelle strutture sanitarie.

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Una nuova casa per Teka e la sua famiglia

Teka vive in un villaggio con un nome curioso, si chiama Ye Dorò Gabià, che tradotto in italiano diventa “Il mercato dei polli”, è facile intuire che il nome è dovuto al fatto che in questa località c’è il più grande mercato della zona dedicato esclusivamente al pollame.

E’ di religione ortodossa, la sua casa sorge vicino ad una bella Chiesa dedicata a San Gabriele.

In realtà è da poco che vive a casa sua insieme alla mamma ed al fratello. Infatti erano ospitati fino a pochi mesi fà da alcuni vicini. C’è da dire che Teka è rimasto orfano di padre quando era molto giovane, è stato colpito da poliomelite e per questo deve camminare aiutato da un bastone. Il fatto di essere zoppo gli ha anche impedito di andare a scuola perchè essendo troppo lontana era faticoso per lui camminare molti chilometri.

Teka Tefery e la sua nuova casa

Grazie a degli amici che collaborano con la diocesi di Emdibir è stato possibile costruirgli una piccola casetta, il terreno gli era stato donato dagli anziani del villaggio vista la situazione di estrema povertà.

La mamma non lavora, riescono a vivere grazie all’aiuto dei vicini ed alle poche cose che riescono a produrre nell’orto. Il prossimo gradino per sostenere Teka e la sua famiglia sarà quello di acquistargli una mucca da latte.

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Obiettivo raggiunto: Edelù potrà andare a scuola

Il ragazzo ritratto nella foto si chiama Edelù Teriye, ha circa 20 anni e vive nel villaggio di Emdibir. A causa di un grave problema di salute, quando era bambino ha perso perte della gamba destra ed ora porta una protessi di ferro. Non ha il papà e vive solo con la mamma. Pur essendo in una situazione così difficile è costretto a lavorare: con un carrettino trainato da un mulo va a prendere l’acqua al fiume, oppure porte delle merci.

Edelù Teriye potrà andare a scuola

Grazie a degli amici che dal friuli sono stati ad Emdibir ora per Edelù c’è la possibilità di andare a scuola. Infatti i primi di ottobre del 2009 ha iniziato a frequentare un corso per diventare infermiere professionale. Con i soldi raccolti è stato possibile pagare l’iscrizione alla scuola, e, dato che si trova in una città piuttosto distante da Emdibir, l’affitto per una piccola stanza ed in più gli viene data anche una quota per acquistarsi il cibo.

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UNA CARROZZINA PER ZURIA

Zuria è una bambina dall’età incerta, i genitori dicono che potrebbe avere circa 15 anni, ma forse anche meno. E’ afflitta da una malattia ossea, non riesce a stare in piedi, e per spostarsi si deve trascinare sulla schiena. Per la sua malattia ormai non c’è più niente da fare, l’unica possibilità  è di renderle la vita più semplice.
Grazie ad alcuni volontari, è arrivata dall’Italia una carrozzina, il giorno in cui Zuria l’ha ricevuta è stata felicissima, la mamma l’ha accompagnata a fare un piccolo giro nel villaggio ed anche tutti gli altri bambini erano felici mentre correvano intorno a Zuria.
Insieme alla carrozzina ha anche ricevuto una coperta dei giochi ed alcune saponette.

Zuria e la felicità  per la carrozzina donatale

Economicamente è stata una spesa non indifferente, ma vedere il sorriso di Zuria è stato qualcosa di commovente che non ha un valore quantificabile.

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DENTISTI ED OCULISTI CERCASI

Nella diocesi di Emdibir le esigenze sono molte, di ogni tipo. Dopo un incontro con i responsabili delle strutture sanitarie è emersa una necessità  principale. Considerando la scarsità  di strutture sanitarie e lo stile di vita molto spartano, le figure professionali maggiormente necessarie sono quelle dei DENTISTI ed OCULISTI.
Data la grande necessità  di questo tipo di professionalità , la diocesi di Emdibir è disposta ad ospitare gratuitamente chi desidera venire ad aiutare nelle strutture sanitarie. Inoltre il personale diocesano sarà  anche responsabile di tutti i trasporti necessari.

Per ogni tipo di informazione è possibile scrivere al seguente indirizzo: paolo.caneva@poste.it

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UNA CASA PER VOLONTARI A BURAT

L’impegno della Chiesa Cattolica nella diocesi di Emdibir è molto importante, in molti settori della società . I  principali sono sicuramente gli interventi nel campo dell’istruzione e della sanità . Le scuole gestite sono quasi quaranta, ci sono poi quattro ambulatori e due ospedali.

In queste attività  vengono spesso inseriti i volontari che vengono dall’Italia per passare un periodo di conoscenza della missione.

In tre ambulatori ci sono già  a disposizione degli spazi per ospitare il personale sanitario che viene dall’estero, sfortunatamente a Burat non c’è una stanza disponibile. Un progetto iniziato oltre un anno fà , riguarda la costruzione di una casa per il personale volontario proprio presso l’ambulatorio gestito dalla Chiesa Cattolica nel villaggio di Burat.

Per un eventuale versamento è possibile usare uno dei due conti correnti riportati in questa pagina, ed è sempre possibile contattare il missionario laico che segue il progetto al seguente indirizzo: paolo.caneva@gmail.com

Nella foto uno degli infermieri dell'ambulatorio di Burat durante una visita medica

Uno degli infermieri dell'ambulatorio di Burat durante una visita medica

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Le figlie di Sant’Anna-Chennai

Le figlie di Sant'Anna-Chennai

In questa foto ci sono le tre suore che si occupano della missione di Burat, seguono un ambulatorio in servizio 24 ore su 24.

La suora al centro è la madre superiora, si chiama Suor Anna. A destra nella foto c’è Suor Sofia, mentre a sinistra c’è suor Lumina. Tutte tre sono infermiere professionali.

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Giovani di Emdibir

Giovani di Emdibir

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