Volontario in Etiopia

Le necessità: un refettorio per la scuola di Zizencho

La missione di Zizencho è piuttosto recente ed in continuo fermento. Avviata nel 2005 con la costruzione di un piccolo asilo, ora comprende anche una scuola elementare ed un ambulatorio. I primi lavori erano stati iniziati da un sacerdote diocesano, una piccola scuola materna con solo tre aule.

Nel marzo del 2007 è arrivata una congregazione di suore missionarie dall’India, le Suore dell’Imitazione di Cristo. Hanno subito cominciato a darsi da fare per migliorare la missione. Prima di tutto hanno capito la necessità di dar da mangiare ai bambini. Hanno fatto costruire una piccola cucina in lamiera dove veniva preparato il pane, il té e qualche legume bollito per tutti gli scolari. Dopo pochi mesi è subito cominciata la costruzione di un nuovo edificio che adesso ospita la scuola elementare. Come se non bastasse dai primi mesi del 2008 hanno iniziato ad occuparsi di sanità, ora nel loro ambulatorio c’è una media di 80 pazienti giornalieri.

Come detto, ai bambini viene dato un pasto giornaliero, però non c’è un salone dove possono mangiare. Infatti si siedono all’aperto e consumano il pasto seduti per terra. Una delle primarie necessità sarà proprio quella di costruire un refettorio per mettere a disposizione dei bambini un posto più pulito e salubre.

Bambini a pranzoBambini a pranzoBambini a pranzo

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Sostegni e distanza

 

Domenica 13 dicembre 2009 dalle 15.00 alle 19.00

presso l’Oratorio di Codroipo (UD) – Mappa

Paolo Caneva propone “SOSTEGNI A DISTANZA

 

Questo invito è valido per tutti coloro che vogliono conoscere, di persona, Paolo Caneva, l’autore del sito, e per coloro che vogliono avere informazioni più precise riguardo l’attività di volontario ad Emdibir in Etiopia o vogliono parteciparvi attivamente.

Durante l’incontro verranno proposti:

  • i sostegni a distanza;
  • una raccolta fondi per gli ambulatori;

I fondi per gli ambulatori verranno usati per sostenere le spese correnti, come acquisto di medicine e pagamento degli stipendi del personale.

A tutti coloro che decideranno di fare un’offerta per gli ambulatori, Paolo Caneva si impegnerà a spedire, 2 volte all’anno, una situazione aggiornata su come procedono le attività nelle strutture sanitarie.

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Una nuova casa per Teka e la sua famiglia

Teka vive in un villaggio con un nome curioso, si chiama Ye Dorò Gabià, che tradotto in italiano diventa “Il mercato dei polli”, è facile intuire che il nome è dovuto al fatto che in questa località c’è il più grande mercato della zona dedicato esclusivamente al pollame.

E’ di religione ortodossa, la sua casa sorge vicino ad una bella Chiesa dedicata a San Gabriele.

In realtà è da poco che vive a casa sua insieme alla mamma ed al fratello. Infatti erano ospitati fino a pochi mesi fà da alcuni vicini. C’è da dire che Teka è rimasto orfano di padre quando era molto giovane, è stato colpito da poliomelite e per questo deve camminare aiutato da un bastone. Il fatto di essere zoppo gli ha anche impedito di andare a scuola perchè essendo troppo lontana era faticoso per lui camminare molti chilometri.

Teka Tefery e la sua nuova casa

Grazie a degli amici che collaborano con la diocesi di Emdibir è stato possibile costruirgli una piccola casetta, il terreno gli era stato donato dagli anziani del villaggio vista la situazione di estrema povertà.

La mamma non lavora, riescono a vivere grazie all’aiuto dei vicini ed alle poche cose che riescono a produrre nell’orto. Il prossimo gradino per sostenere Teka e la sua famiglia sarà quello di acquistargli una mucca da latte.

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Un nuovo ambulatorio nella prigione di Wolisso

Nella cittadina di Wolisso c’è un grande carcere, che conta più di 1.000 detenuti. La situazione è molto critica, lo spazio per i carcerati è veramente poco. Nelle camerate si vede la situazione peggiore, i carcerati sono stretti come sardine in locali angusti e malsani.
Anche in questo caso la Chiesa Cattolica cerca di fare qualcosa. Infatti è stato da poco innaugurato un nuovo ambulatorio, costruito in mattoni. Prima di questo ce n’era un altro, ma fatiscente e costruito in legno e fango.
Il progetto è stato realizzato grazie ad un’associazione di Modena ed ora l’ospedale cattolico San Luca, sempre di Wolisso, aiuta nella gestione dando gratuitamente le medicine.

La cosa più interessante del progetto è stato il fatto che l’ambulatorio è stato costruito completamente dai carcerati, questi hanno ricevuto una paga giornaliera con la quale hanno potuto aiutare le loro famiglie.

Un operaio al lavoro L'ingresso

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Obiettivo raggiunto: Edelù potrà andare a scuola

Il ragazzo ritratto nella foto si chiama Edelù Teriye, ha circa 20 anni e vive nel villaggio di Emdibir. A causa di un grave problema di salute, quando era bambino ha perso perte della gamba destra ed ora porta una protessi di ferro. Non ha il papà e vive solo con la mamma. Pur essendo in una situazione così difficile è costretto a lavorare: con un carrettino trainato da un mulo va a prendere l’acqua al fiume, oppure porte delle merci.

Edelù Teriye potrà andare a scuola

Grazie a degli amici che dal friuli sono stati ad Emdibir ora per Edelù c’è la possibilità di andare a scuola. Infatti i primi di ottobre del 2009 ha iniziato a frequentare un corso per diventare infermiere professionale. Con i soldi raccolti è stato possibile pagare l’iscrizione alla scuola, e, dato che si trova in una città piuttosto distante da Emdibir, l’affitto per una piccola stanza ed in più gli viene data anche una quota per acquistarsi il cibo.

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INCONTRI TRA GIOVANI

Diversi gruppi di persone vengono dall’Italia per fare delle esperienze di missione, per conoscere posti, persone e tradizioni nuove.
Durante la loro permanenza si organizzano degli incontri con ragazzi di diverse parrocchie. Sono sempre dei momenti molto belli in cui ci sono momenti di divertimento ed altri di riflessione. Gli incontri cominciano con le dovute presentazioni per poi scambiarsi alcune idee. I due gruppi di ragazzi, quelli italiani e quelli etiopici, si scambiano alcune opinioni sui diversi stili di vita. Non manca mai qualche appunto sulla religione, con, alcune volte, delle riflessioni su alcuni passi della Bibbia. Dopo i momenti di dialogo si passa al divertimento, spesso una partita a tombola ed anche alcuni giochi di gruppo. L’incontro termina sempre con gli auguri per poter organizzare altre occasioni simili e non manca mai un’Ave Maria recitata in italiano ed in amarico per affidare tutti i giovani del mondo a Maria.

Gruppo giovani

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Udine: incontro con il Vescovo di Embidir

Lunedì 26 Ottobre 2009 – ore 20:30

Presso la Sala Comelli – Parrocchia San Marco a Udine

E’ stato fissato un incontro con il Vescovo di Emdibir (Etiopia). All’incontro parteciperà anche il missionario laico Paolo Caneva, responsabile di questo blog.

Ecco la locandina dell’invito all’appuntamento. Visualizza locandina.

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EMERGENZA INCENDI

Le case tradizionali sono costruite completamente in legno e paglia. Le più vecchie sono addirittura costruite senza l’uso di chiodi, ma solo legando il legname con corde di origine vegetale.
Il tetto di paglia ha bisogno di essere preservato dagli insetti, ed il modo migliore è quello di tenere il fuoco sempre acceso, così il fumo prodotto manda via tutti gli insetti, sia quelli deleteri per il tetto, ed anche quelli portatori di malattie.

L’insieme di queste condizioni fà si che il rischio incendi sia molto elevato, infatti nel mese di aprile 2009, c’è stato un grande incendio, nel villaggio di Emdebera, dove sono andate distrutte 76 capanne. 160 galline sono morte ed anche 20 bovini. Fortunatamente l’incendio è avvenuto di giorno, tutte gli abitanti erano fuori casa, solo alcune persone si sono ferite lievemente nel tentativo di limitare i danni.

L’impegno della Chiesa Cattolica è ora quello di cercare i fondi per ricostruire le capanne. Subito dopo il fatto, il personale responsabile si è preoccupato di distribuire alimentari, coperte e vestiti alle persone rimaste senza abitazione.

Case ricostruite nel villaggio di Nadene

In questa foto è possibile vedere delle case ricostruite nel villaggio di Nadene, dove un incendio aveva distrutto più di dieci case nei primi mesi dell’anno 2008.

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UNA CARROZZINA PER ZURIA

Zuria è una bambina dall’età incerta, i genitori dicono che potrebbe avere circa 15 anni, ma forse anche meno. E’ afflitta da una malattia ossea, non riesce a stare in piedi, e per spostarsi si deve trascinare sulla schiena. Per la sua malattia ormai non c’è più niente da fare, l’unica possibilità  è di renderle la vita più semplice.
Grazie ad alcuni volontari, è arrivata dall’Italia una carrozzina, il giorno in cui Zuria l’ha ricevuta è stata felicissima, la mamma l’ha accompagnata a fare un piccolo giro nel villaggio ed anche tutti gli altri bambini erano felici mentre correvano intorno a Zuria.
Insieme alla carrozzina ha anche ricevuto una coperta dei giochi ed alcune saponette.

Zuria e la felicità  per la carrozzina donatale

Economicamente è stata una spesa non indifferente, ma vedere il sorriso di Zuria è stato qualcosa di commovente che non ha un valore quantificabile.

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DENTISTI ED OCULISTI CERCASI

Nella diocesi di Emdibir le esigenze sono molte, di ogni tipo. Dopo un incontro con i responsabili delle strutture sanitarie è emersa una necessità  principale. Considerando la scarsità  di strutture sanitarie e lo stile di vita molto spartano, le figure professionali maggiormente necessarie sono quelle dei DENTISTI ed OCULISTI.
Data la grande necessità  di questo tipo di professionalità , la diocesi di Emdibir è disposta ad ospitare gratuitamente chi desidera venire ad aiutare nelle strutture sanitarie. Inoltre il personale diocesano sarà  anche responsabile di tutti i trasporti necessari.

Per ogni tipo di informazione è possibile scrivere al seguente indirizzo: paolo.caneva@poste.it

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